Il Territorio

La Sicilia, la Val Dèmone e i Nebrodi

La Sicilia

Anche se ogni baia, ogni spiaggia è buona per sbarcare in Sicilia, da sempre, storicamente, questa lingua di terra, che stende il suo braccio verso la Calabria -verso l’Italia, diciamo noi siciliani, con un pizzico di gattopardiana superiorità- è stato il porto d’ingresso dell’Europa verso l’Isola del Sole: esso è stato il passaggio obbligato di civiltà e barbari diretti verso la Trinacria, o soltanto di passaggio verso le coste africane. Per circa mille anni la Sicilia è stata divisa, amministrativamente e politicamente, in tre “Valli”: Val di Mazara, Val di Noto e Val Dèmone. Delle tre, Val Dèmone era la più industriosa e quella culturalmente più vivace; forse perché più protesa verso l’Europa, la civiltà occidentale, ma senza tuttavia rifiutare la cultura della Magna Grecia, la logica levantina dei Bizantini, la fantasia dei Musulmani. Ma non è tanto la storia a caratterizzare questa striscia di terra, quanto, appunto, la fantasia; e la stessa storia si stempera nel Mito, fino a quando questo entra nel quotidiano e diventa parte essenziale delle caratteristiche etniche di questa gente.

E’ questa la forza potente di questa parte del mondo:
il sole con la sua luce dona energia e calore
riempiendo la terra di frutti preziosi, ricchi di sostanza, fondamentali per la salute dell’uomo.
E l’uomo ricambia custodendo la terra e racchiudendo il sole in un prodotto pregiato:
l’olio

Terramare

Omero e Dante rimangono affascinati da quelle storie fantastiche: la stessa Val Dèmone prende il nome da Dionisio o Bacco, a cui l’intera zona era dedicata, degradato in dèmone con l’arrivo dei Cristiani; o anche le Isole Lipari (o Eolie come ci hanno insegnato a scuola), abitate da Eolo, dio dei venti, che si serve dei suoi poteri per ricacciare in alto mare l’irriverente Ulisse. Proprio di fronte alle Sette Sorelle, sorge la città che Carlo Magno volle dedicare al suo paladino più valoroso, Orlando: Capo d’Orlando è la città che meglio riassume le caratteristiche di una costa, sospesa tra storia e leggenda. In essa si sono rifugiati gli ultimi Gattopardi, sempre più convinti che il popolo siciliano non aveva nulla in cui migliorarsi, in quanto già perfetto. Ed allora a noi piace immaginare che la splendida Venere, volando su quel mare azzurro, vi abbia indolentemente fatto scivolare sette perle della sua collana, le Muse abbiano sparso sulla costa le mille storie che nascevano dalla loro fantasia e Mercurio la suo operosità: ed è nata la Costa del Val Dèmone. (da “Val Dèmone”, Elio d’Amico, in La Sicilia Ritrovata, ed. Peppe Giuffrè, 2006).

I Monti Nebrodi

Su questa striscia di terra, proprio a ridosso di questa splendida costa, sorgono i Monti Nebrodi, che da sempre rivestono il ruolo di polmone verde della Sicilia, naturale continuazione della dorsale appenninica, ora in gran parte protetti da un parco naturale ricco di flora e di fauna; ed è nell’area delle colline premontate di questa piccola catena montuosa, situate principalmente all’interno dei territori dei Comuni di Capo d’Orlando e Naso, che si concentra il progetto Terravostra, teso alla rivalorizzazione agricola dei numerosi terreni abbandonati o lasciati incolti.

Un percorso che punta a promuovere principalmente l’antica tradizione olearia locale intrecciandola con il recupero della memoria in chiave di riscoperta, tutela e valorizzazione del territorio, delle tradizioni, delle risorse ambientali secondo un modello di sviluppo sociale ed economico compatibile con le originali peculiarità del bacino dei Nebrodi, con la vocazione turistica, con le sue ambizioni culturali.

L’interesse ruota intorno ai secolari alberi di ulivo, straordinari monumenti della natura e testimonianze vive del passato, che si ergono maestosi lungo un suggestivo percorso dove frammenti di modernità, si alternano ad antiche vestigia, senza tuttavia compromettere l’armonioso equilibrio. Qui e solo qui è ancora possibile sentire l’effluvio dell’olio d’oliva appena spremuto che si spande nell’aria, la fragranza del pane appena sfornato che sale dai vicoli, respirare la sapienza contadina di cui è intriso il territorio, ascoltare il sussurro della natura, assaporare infine, in un sontuoso trionfo del gusto, deliziose pietanze ereditate da civiltà millenarie, che in questo luogo, per sempre, quell’anima vi hanno lasciato.

Il vino che rallegra il cuore dell’uomo, l’olio che gli fa risplendere il volto.

Il libro dei Salmi – Antico Testamento
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